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" Che cosa accade se l’anima inizia prodigiosamente a dialogare con il cuore?
Che orizzonti nuovi affiorano aprendo vie di conoscenza, anche dolorose, e che i confini interiori, dilatandosi, cambiano la percezione di se stessi e del senso della vita. Maria Flores Dicanio nel suo libro “Riprenditi ciò che ti appartiene” racconta la sua storia straordinaria il cui snodo cruciale è l’impatto con una malattia rara e gravissima dopo un’esistenza condotta felicemente come moglie e madre. Un equilibrio che si spezza per far emergere consapevolezze inesplorate, cominciando dalle cause della malattia che nasce da una incompiutezza della parte più elevata del suo sè. L’anima trasferisce al corpo il malessere del debito d’amore che la protagonista deve a se stessa e i profondi affetti familiari rappresentano, paradossalmente, un limite per l’espressione di un’identità più autentica e meravigliosa. Il calvario della malattia è così l’occasione di un cammino di ricerca che si allarga fino ad abbracciare la capacità di essere un canale per la guarigione fisica e spirituale propria e di altri. Lo strumento per questo viaggio di ritorno in se stessa è il Reiki riposto nella preghiera e nell’affidamento a Dio. Così Maria scopre di poter vedere “oltre”, di avere il carisma della preveggenza di eventi tristi ma anche lieti, di sentirsi in sintonia attraverso il Reiki non solo con gli esseri umani, ma anche con le piante e con gli animali, creature tutte alle quali offrire lenimento delle sofferenze. L’amore le fa avvertire la presenza protettrice dei cari che sono scomparsi e sa di poter indossare le lenti dell’eternità verso la quale siamo indirizzati. Sette sono gli anni della malattia da cui poco alla volta esce in un miracolo che la unisce intensamente a chi incontra sulla sua strada e di cui raccoglie ogni testimonianza.
Sullo sfondo della vicenda restano, latenti, le radici della scrittrice, nella Basilicata solare e struggente dei ricordi dell’infanzia e di una madre maestra di vita per coraggio e per fede.
Il linguaggio del libro è semplice, chiaro e non intende convincere ma riferire i fatti quasi con stupore per indicare i valori della gioia e della speranza anche nelle circostanze più
drammatiche."
Daniela Muraca
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